Vendetta per il tradimento

Dopo averle fatto la corte per tre mesi spendendo una fortuna in cenette, fiori, regalini e quant’altro Barbara quella che consideravo ormai la mia fidanzata ,una stupenda femmina di 23anni, con un bel seno sodo culminante in turgidi capezzoli scuri, un culo da favola ed una passerina molto intrigante, proprio sabato scorso mi ha mandato buco il week-end organizzato con lei dove finalmente avrei potuto gustare il suo meraviglioso corpo che avevo solo potuto vedere e palpare nelle sporadiche esperienze in auto sottocasa.

Aldilà della delusione per l’inevitabile ulteriore rinvio mi ero piuttosto incazzato in quanto avevo prenotato e prepagato per l’occasione una cameretta in un alberghetto molto romantico che sovrasta il lago di Como.

Era una sorpresa ma…quello che avvenne lo fu per me. Non sapendo cosa fare volli quantomeno sfruttare la camera e mi recai con Marco, un caro amico, così da poter trascorrere almeno la domenica sul lago con lui. Ma mentre aspettavamo nella Hall dell’albergo che giungesse l’ora per cenare vidi giungere su un Porsche proprio Barbara con un cinquantenne molto distinto ma con la faccia dello sporcaccione. Salirono insieme e andarono proprio nella stanza adiacente alla nostra. Il mio viso paonazzo non sfuggi a Marco che, anche se l’aveva vista di sfuggita una volta sola, capì cosa era accaduto. Mi porto in camera e mi costrinse ad uscire sul balconcino e da là vedere cosa accadeva. Lo splendido culo aperto di Barbara era riflesso nello specchio che rifletteva la sua posizione alla pecorina dove però davanti a lei si ergeva il corpo del tipo che dall’espressione del viso si capiva che si stava godendo uno splendido pompino. Non ne potei più e così uscii feci preparare il conto e chiesi a Marco di accompagnarmi a prendere una sbornia.

L’amico così fece ma mentre scolavamo la seconda bottiglia di Vodka in uno squallido baretto nelle vicinanze questi si alzò ed andò a telefonare fuori. Al rientro mi disse : Ho organizzato una splendida vendetta. E devo dire che fu davvero tale. Non so come ma rastrellò 8 omaccioni corpulenti che o facevano i buttafuori o i camionisti. Erano tutti ben piazzati, alcuni anche con una bella pancia, ma erano tutto un muscolo. Insomma dei fantastici tori selvaggi. Ci trovammo a ca. 2 km. dall’albergo vicino all’imbocco per l’autostrada .

Qui c’è una piazzaletto e questi aspettavano in prossimità di un articolato con container. Io ero piuttosto ubriaco ma capii che Marco li aveva invitati spiegando l’accaduto e promettendo un bel divertimento. Gli otto maschioni mi accolsero con pacche sulle spalle ecc. dicendomi che ci avrebbero pensato loro……Dopo ca. una mezzora giunse la porsche con a bordo la mia Barbara. Non so come Marco fosse riuscito ma…passarono proprio di lì.

Uno del gruppo tirò fuori una paletta della Polizia e fece accostare l’auto. In men che non si dica sia il cinquantenne che la mia fidanzata furono estratti a forza dall’auto e buttati all’interno del container. Io salii per ultimo e trovai un locale arredato. C’erano 2 divani, un tavolo , alcune sedie. Il cinquantenne era stato legato ed imbavagliato su una sedia mentre 4 degli omaccioni stavano denudando Barbara che fu bendata. Rimase così completamente nuda con l’unica benda nera che le copriva gli occhi. Il più grosso mi chiese vuoi assaggiarla prima tu o te la prepariamo noi. Io facevo fatica a reggermi in piedi per cui mi sedetti sul divano di fianco a Marco che fece cenno di cominciare. Barbara piagnucolava ma la azzittirono con un sonoro ceffone accompagnato da: Puttana sta zitta e fa quello che ti diciamo se vuoi uscire viva d qui. La buttarono sul tavolo le spalancarono le cosce e cominciarono a turno chi a leccarle la fica, chi a palparle tette e culo chi a metterglielo in bocca. Vidi che erano tutti ben dotati, ma specialmente 2 avevano dei cilindri enormi che fungevano da Cazzo più che lunghi grossi e le cappelle gonfie non le avevo mai immaginate di quelle dimensioni. Quando fu il loro turno per il pompino Barbara dovette spalancar completamente la bocca per poter contenere quelle turgide cappellone. Poi cominciarono a scoparla, brutalmente, uno dopo l’altro e per ultimo i 2 cazzoni. Barbara muggiva e non capivo se di dolore o godimento. La girarono alla pecorina ed i commenti sul quel meraviglioso culo spalancato si sprecarono. Poi mentre continuava a spompinare a turno i cazzi che si alternavano davanti a Lei cominciarono ad incularla.

Dopo i primi 2 Marco si alzò e mi disse: Permetti ?? Si sbottonò i calzoni fece spostare quello che se la stava inculando e dopo averle strofinato la cappella tra le grandi labbra umide di umori glielo ficcò d’un colpo nel culo fino alle palle.Dopo una dozzina di colpi ben dati, che la fecero trasalire a tal punto da gemere di piacere e a succhiare così forte il cazzo in bocca di turno da farlo sborrare. Così mentre questi lo estraeva dalla bocca per terminare la sborrata in faccia, Marco estrasse il suo coso dal culo mostrò il buco oscenamente spalancato e lo ricacciò dentro tra l’entusiasmo degli astanti. Fece così una decina di volte dentro e fuori. Poi fui fatto alzare e mi incitarono a darci dentro anch’io prima che la sfondassero. Cos’ come un’automa estrassi il cazzo duro ormai da tempo e lo infilai prima in fica e poi nel culo che nel frattempo si era leggermente richiuso. Mai più avrei pensato che la mia prima scopata con Barbara sarebbe stata così. Lo tirai fuori poco prima di sborrare, me lo tenni bello stretto e mi portai davanti alla sua bocca e le rovesciai tutta la sborra dentro.

Poi i due superdotati la presero simultaneamente uno davanti ed uno dietro e dopo un trattamento di ca. 20minuti quando uscirono con i cazzi gocciolanti, una dal culo e l’altro dalla fica capii perchè mi avevano permesso di scoparla prima. Era veramente sfondata. Ma non era finita dovette ancora farsi scopare ed inculare per un’altra ora abbondante ed alla fine, ancora grondante di sborra la rimisero sul porsche con il cinquantenne(nel frattempo liberato) e li fecero scappare via. Lei non seppe mai che c’ero anch’io a quella violenza di gruppo ma quando la chiamai il lunedì mattina, piangendo mi disse che aveva seri problemi fisici e sarebbe rimasta a letto per qualche giorno. Questa volta le credetti.

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